Il teatrino prende vita!

Pubblicato: agosto 27, 2014 in news, teatrino burattini

teatrino

Il teatrino dei burattini prende vita con un bell’alberello!

Il teatrino dei burattini si colora con un bell’alberello e tante stelline! 

Oggi sono andato a comperare degli steakers che ho incollato sulla superficie azzurra delle pareti. Così la parte esterna è quasi pronta, mancano solo i drappi laterali che dovrebbero chiudere le quinte. 

Nel nostro mitico Matt-laboratorio stiamo facendo operazioni chirurgiche ai personaggi. Dobbiamo infatti cambiare le mani (purtroppo sono troppo piccole e non riesco ad infilare bene le dita!) che faremo con il feltro, e alcuni vestitini confezionati da una bravissima amica sarta. I primi due, quello del principe e quello della principessa, sono splendidi. Nel prossimo post ve li farò vedere, promesso! 

Altri aggiornamenti: ho completato il copione per “il castello di cioccolato”, una storia dolce che mi piacerebbe portare al Cioccolandovi di Vicenza. Speriamo bene! Ne ho realizzato anche una versione racconto che sta partecipando a un concorso sul Fantasy. Anche lì speriamo bene!

In questi giorni a casa ho scritto anche un altro racconto, “la sete del drago”, una storia breve ma appassionante su un drago cattivo e una bambina coraggiosa…

Ciao, alla prossima! ;)

 

Più riguardo a Racconto di Natale

A. Sofri, S. Staino, Racconto di Natale, Einaudi Tascabili, 100 pagg.

“Questa è una storia di Natale. Le storie di Natale di angeli, persone invisibili, bambini miracolosi, e spesso ne approfittano. Questa no.”

Inizia così Racconto di Natale, una bellissima graphic novel scritta da Adriano Sofri e illustrata da Isabella e Sergio Staino, racconta la storia di un bambino di pochi mesi, Nenad, che un giorno finisce dentro un carcere. Lì si avventura per i corridoi, dove incontra detenuti di ogni origine e razza. Alcuni si stupiscono nel vedere un bambino gattonare libero oltre le sbarre, altri non lo vedono neppure.

Nenad resta alquanto meravigliato: non capisce perché quelle sbarre. Vorrebbe attraversarle, vorrebbe incontrare gli uomini dall’altra parte, ma non è possibile.

Sofri racconta la storia dal punto di vista del bambino a cui ogni tanto alterna il punto di vista dei detenuti. Ne esce un racconto piacevole, leggiadro e scorrevole, che non stanca e in qualche punto diverte pure.

Consigliato! ;-)

Più riguardo a Hiroshima

Fumiyo Kono, Hiroshima. Nel paese dei fiori di ciliegio.

Hiroshima racconta in modo delicato, come la lenta caduta dei petali di ciliegio, la storia di alcuni personaggi sopravvissuti alla bomba atomica del 1945.

La città viene riscoperta per quello che era un tempo: famosa per i fiori di ciliegio. Storie semplici si intrecciano con la complessità di una narrazione che non lascia scampo e mostra la malattia e la morte nuda e cruda. Ma ci sono anche storie di persone sane eppure malate dentro, bisognose d’affetto, che cercano in Hiroshima una fonte di radiazioni benefiche, quelle del cuore.

La tavola che più mi ha colpito descrive gli ultimi momenti di una ragazza probabilmente malata di cancro che, dopo aver raccontato la sua storia, lascia la vita così, naturalmente, come il vento stacca i petali di ciliegio e li posa lentamente al suolo.

Una graphic novel che fa leggere e riflettere, dalla quale, non a caso, sono stati tratti un film e uno sceneggiato.

Consigliato! ^_^

Più riguardo a Nathan Never

Medda, Serra, Vigna, “Nathan Never”, Bonelli editore, da “I classici di Repubblica”

Scoperto nel negozio Galla Libraccio di Vicenza tra i libri usati, questo gioiello del trio sardo Medda-Serra-Vigna lascia senza fiato dall’inizio alla fine. La storia principale, “Doppio futuro”, è ben congegnata, logica, scorrevole e appassionante come non mai. Si intuiscono molte citazioni: c’è un pupazzo del cane Mosè (vedi Lupo Alberto, Silver), un plot narrativo che ricorda Terminator, e c’è pure un’astronave che ricorda molto l’Enterprise di Star Trek a cui, per altro, è dedicata la storia.

Un fumetto consigliato per tutti coloro che come me adorano il tema “viaggi nel tempo”. Qui il nostro mitico Nathan Never dovrà scongiurare il dominio futuro dei tecnodroidi, creature simili ai cyborg, metà umane e metà macchine, in grado di connettersi e dialogare con tutti i dispositivi elettronici. I tecnodroidi tenteranno di cambiare il passato con l’intento di diventare la specie dominante nel pianeta Terra, ma Nathan, con l’aiuto del fedelissimo Sigmund e di esseri umani evoluti chiamati super sapiens, saprà dargli del filo da torcere. Riuscirà anche questa volta ad avere la meglio e salvare il mondo? Non resta che leggere…

Resto sempre strabiliato dalle visionarie tavole di De Angelis che mostra un futuro dominato da ambienti tecnologici con particolari infinitesimali. Chissà quanto c’è voluto per disegnare ogni singola tavola…

Insomma, un testo consigliato. Leggetelo! :D

Ieri sera sono andato a teatro, a Grisignano di Zocco. La compagnia teatrale “La trappola” metteva in scena “Una tonnellata di soldi”, commedia brillante in tre atti di Evans & Valentine, un’opera degli anni ’30 che La Trappola ha rivisto e modernizzato. Ma parliamo un po’ di questo bizzarro spettacolo.

una tonnellata di soldi

una scena tratta dallo spettacolo

Umorismo inglese condito con un’atmosfera da fumetto. Questi i due elementi principali che caratterizzano lo spettacolo diretto da Alberto Bozzo.

Bravissimi i due attori protagonisti che si sono esibiti in canzoni e balli di non facile esecuzione. Come si legge sul sito della compagnia: Una tonnellata di soldi”, scritto nel 1930, è in realtà un corposo testo teatrale che richiede un cast di attori esperti e fantasiosi. E la fantasia certo non manca al regista, in grado di trasformare una commedia con una trama che definirei classica in qualcosa di nuovo, diverso e fuori dal tempo. Una scenografia e dei costumi che veicolavano un’idea di estemporaneità, qualcosa di improvvisato, di preparato all’ultimo momento, eppure così efficacie per come si sposava con il racconto e con il colore dei personaggi.

Nel complesso, ribadisco, la recitazione è stata ottima. Ogni attore ha saputo colorare (letteralmente) ogni personaggio al meglio tirando fuori la sua essenza direi… cartoonesca!

Vi invito ad andare a vedere questa divertente commedia musicale se volete passare una bella serata all’insegna del divertimento e dell’allegria. Per informazioni cliccate qui.

abbiamo un sipario!

Pubblicato: luglio 30, 2014 in news, teatrino burattini
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Ultimi aggiornamenti dal teatrino dei burattini. Abbiamo completato anche il sipario ed è arrivato un nuovo amico: Cerbero, il famigerato cane a tre teste che il principe dovrà superare per liberare la sua principessa. Ce la farà? A vederlo così comunque questo cagnolino non mette molta paura, ma del resto è solo un prototipo, mica si può pretendere che tutto venga bene al primo colpo… o no?

sipario

Ecco il mitico sipario! ^_^

In questi giorni ho anche completato la sceneggiatura del mio secondo spettacolino dal titolo: “Il castello di cioccolato”. Mi piacerebbe portarlo al CioccolandoVi, sarebbe proprio una bella occasione per collaudare il teatrino e provare a coinvolgere il pubblico dei più piccoli.

Gli spettacoli dei burattini sono molto difficili da realizzare perché richiedono molta concentrazione: i movimenti devono essere coordinati, le voci in sincrono, l’audio ricercato. I cambi di scena, poi, vanno fatti con precisione. Ci vogliono degli sfondi adeguati e bisogna costruire la trama della storia in modo che risulti lineare e comprensibile.

Insomma… un lavoraccio! :D Ma io lo faccio divertendomi e spero di divertire anche il pubblico quando farò gli spettacolini.

Bene, e adesso? Che cosa manca? Dunque, il teatrino è praticamente finito; lo devo solo rivestire con alcuni particolari diciamo… “architettonici”: pensavo di mettere una cornice con del pizzo e ai lati un bel panno porpora, lo stesso che ho usato per il sipario, in modo da coprire le fessure.

cane a tre teste

il prototipo di cane a tre teste

Poi essendo turchese (dalla foto non si vede ma vi assicuro che è turchese!) si potrebbero dipingere delle nuvole bianche anche se ancora non so come.

Il capitolo burattini è quasi completato: ho fatto un update al serpente e al drago (sono diventati mooolto più cattivi). Il cane a tre teste per il momento lo lascio così, poi vedrò cosa fare. Se avete suggerimenti… Attendo gli sfondi della mia amica Gatta e poi ci siamo.

Ciao a tutti, alla prossima!

Più riguardo a Inchiostro di Jack

Paola Cannatella, Inchiostro di Jack, Tunué, pagg. 104

Inchiostro di Jack è una graphic novel, o fumetto che dir si voglia, dal sapore romantico-erotico che mi ha lasciato un po’ perplesso; non perché la storia non sia raccontata bene, anzi, ma perché i personaggi hanno una psicologia contorta, forse troppo… realistica.

Credo che questo fumetto sia difficile da comprendere per chi lo legge una volta sola. Nella testa della protagonista “verginella” e Gene, l’amico (…immaginario?) vorticano immagini di due universi paralleli, dove non si capisce chi immagina chi.

Paola Cannatella disegna con grande maestria e, sembra incredibile, questo è il suo primo volume. Inchiostro di Jack cattura il lettore fin dall’inizio e lo trascina in un mondo fatto di prime volte, di prime strade che tutti, prima o dopo, hanno percorso o devono percorrere per crescere e imparare dalla scuola a cui tutti siamo iscritti fin dalla nascita, la scuola della vita.

Leggendo questa graphic novel in alcuni punti viene da ridere, quando ad esempio ci si ritrova in situazioni comuni, dove si può constatare che la Cannatella ha solo voluto scattare una foto della realtà dei sentimenti e delle passioni; la realtà di tutti i giorni; la realtà in cui tutti siamo immersi ma che pochi si fermano ad osservare.

In definitiva, un bel romanzo a fumetti. Consigliato tra le migliori nuove proposte.

Vai al sito dell’autrice!

Ciao, alla prossima!