Un romanzo leggero e veloce

Pubblicato: ottobre 4, 2014 in le mie recensioni
capita sempre d'estate

Capita sempre d’estate, Edizioni Lulu.com, € 10,99

Capita sempre d’estate è un bel libretto leggero, veloce, scorrevole e piacevole. Ha solo una pecca: soffre un po’ la mancanza di un editor, o quanto meno di un correttore di bozze. Ma di “errori di stampa” ce ne sono anche nelle mie pubblicazioni, quindi prima di una critica facciamo tre lodi!

E partiamo con l’autore. Ho avuto il piacere di conoscere Claudio Thiene di persona e l’ho trovata una persona squisita. Mi ha descritto il suo libro come una collezione di brevi (ma intense e dense di significato) storie accadute davvero: brevi scorci di vita vissuta in cui compaiono come dei flash: una prostituta, un tossico, un apolide… tutte categorie ai margini della società.

Il libro, edito da Lulu.com e acquistabile on-line, si divide in due parti: nella prima abbiamo questi spaccati di vita vissuta; nella seconda parte, invece, che io giudico più degna di nota, si sviluppa il racconto di un uomo che vorrebbe vivere due vite parallele (come diceva una vecchia canzone di Battiato: “ognuna con un centro, con un’avventura, la tenerezza di qualcuno”) a cento chilometri di distanza l’una dall’altra. Il racconto cresce assieme alla consapevolezza del protagonista che si renderà conto infine che i sentimenti esigono fedeltà e si vedrà così costretto a fare una scelta. Quale scelta? Leggete il libro e lo saprete!

Ciao ragazzi, alla prossima!

Audio e luci sono ok!

Pubblicato: settembre 11, 2014 in news, teatrino burattini
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2014-09-10 12.29.17

Una delle due casse recuperate dal vecchio stereo.

Ebbene sì, anche l’impianto audio e luci è stato messo appunto. I burattini sono stati tutti sistemati, con le manine al loro posto. Ora mancano alcuni ritocchi alla baracca: c’è da mettere il telo per coprire le quinte e l’erbetta alla base per creare l’illusione di un bel giardino fiorito.

Il nostro mixer improvvisato... ma efficace.

Il nostro mixer improvvisato… ma efficace.

Abbiamo acquistato un microfono da bocca (andando un po’ a risparmio). Poi dal vecchio stereo abbiamo recuperato le casse che abbiamo attaccato a due aste comprate al mercatino dell’usato per pochi soldi. E’ stato un lavoraccio, ma ce l’abbiamo fatta! Ora il teatrino ha una voce.

Ecco una lista di quello che manca:

  • erbetta da incollare sotto all’albero
  • altri due rami che coprano i lati della baracca
  • i due teli per le quinte
  • gli oggetti che i burattini dovranno usare
  • un upgrade del drago e del serpente (vedremo di usare del materiale di recupero al posto dei due calzini perché così come sono ora non mi convincono per niente)
  • una luce da posizionare dietro la baracca, sotto i teli
  • montare i bellissimi teli dipinti da Max Rambaldi

Però! Non credevo mancasse così tanta roba! Ci sarà da lavorare ancora un pochino prima di andare in scena, e poi ci sono le prove con i burattini…

Il teatrino prende vita!

Pubblicato: agosto 27, 2014 in news, teatrino burattini

teatrino

Il teatrino dei burattini prende vita con un bell’alberello!

Il teatrino dei burattini si colora con un bell’alberello e tante stelline! 

Oggi sono andato a comperare degli steakers che ho incollato sulla superficie azzurra delle pareti. Così la parte esterna è quasi pronta, mancano solo i drappi laterali che dovrebbero chiudere le quinte. 

Nel nostro mitico Matt-laboratorio stiamo facendo operazioni chirurgiche ai personaggi. Dobbiamo infatti cambiare le mani (purtroppo sono troppo piccole e non riesco ad infilare bene le dita!) che faremo con il feltro, e alcuni vestitini confezionati da una bravissima amica sarta. I primi due, quello del principe e quello della principessa, sono splendidi. Nel prossimo post ve li farò vedere, promesso! 

Altri aggiornamenti: ho completato il copione per “il castello di cioccolato”, una storia dolce che mi piacerebbe portare al Cioccolandovi di Vicenza. Speriamo bene! Ne ho realizzato anche una versione racconto che sta partecipando a un concorso sul Fantasy. Anche lì speriamo bene!

In questi giorni a casa ho scritto anche un altro racconto, “la sete del drago”, una storia breve ma appassionante su un drago cattivo e una bambina coraggiosa…

Ciao, alla prossima! ;)

 

Più riguardo a Racconto di Natale

A. Sofri, S. Staino, Racconto di Natale, Einaudi Tascabili, 100 pagg.

“Questa è una storia di Natale. Le storie di Natale di angeli, persone invisibili, bambini miracolosi, e spesso ne approfittano. Questa no.”

Inizia così Racconto di Natale, una bellissima graphic novel scritta da Adriano Sofri e illustrata da Isabella e Sergio Staino, racconta la storia di un bambino di pochi mesi, Nenad, che un giorno finisce dentro un carcere. Lì si avventura per i corridoi, dove incontra detenuti di ogni origine e razza. Alcuni si stupiscono nel vedere un bambino gattonare libero oltre le sbarre, altri non lo vedono neppure.

Nenad resta alquanto meravigliato: non capisce perché quelle sbarre. Vorrebbe attraversarle, vorrebbe incontrare gli uomini dall’altra parte, ma non è possibile.

Sofri racconta la storia dal punto di vista del bambino a cui ogni tanto alterna il punto di vista dei detenuti. Ne esce un racconto piacevole, leggiadro e scorrevole, che non stanca e in qualche punto diverte pure.

Consigliato! ;-)

Più riguardo a Hiroshima

Fumiyo Kono, Hiroshima. Nel paese dei fiori di ciliegio.

Hiroshima racconta in modo delicato, come la lenta caduta dei petali di ciliegio, la storia di alcuni personaggi sopravvissuti alla bomba atomica del 1945.

La città viene riscoperta per quello che era un tempo: famosa per i fiori di ciliegio. Storie semplici si intrecciano con la complessità di una narrazione che non lascia scampo e mostra la malattia e la morte nuda e cruda. Ma ci sono anche storie di persone sane eppure malate dentro, bisognose d’affetto, che cercano in Hiroshima una fonte di radiazioni benefiche, quelle del cuore.

La tavola che più mi ha colpito descrive gli ultimi momenti di una ragazza probabilmente malata di cancro che, dopo aver raccontato la sua storia, lascia la vita così, naturalmente, come il vento stacca i petali di ciliegio e li posa lentamente al suolo.

Una graphic novel che fa leggere e riflettere, dalla quale, non a caso, sono stati tratti un film e uno sceneggiato.

Consigliato! ^_^

Più riguardo a Nathan Never

Medda, Serra, Vigna, “Nathan Never”, Bonelli editore, da “I classici di Repubblica”

Scoperto nel negozio Galla Libraccio di Vicenza tra i libri usati, questo gioiello del trio sardo Medda-Serra-Vigna lascia senza fiato dall’inizio alla fine. La storia principale, “Doppio futuro”, è ben congegnata, logica, scorrevole e appassionante come non mai. Si intuiscono molte citazioni: c’è un pupazzo del cane Mosè (vedi Lupo Alberto, Silver), un plot narrativo che ricorda Terminator, e c’è pure un’astronave che ricorda molto l’Enterprise di Star Trek a cui, per altro, è dedicata la storia.

Un fumetto consigliato per tutti coloro che come me adorano il tema “viaggi nel tempo”. Qui il nostro mitico Nathan Never dovrà scongiurare il dominio futuro dei tecnodroidi, creature simili ai cyborg, metà umane e metà macchine, in grado di connettersi e dialogare con tutti i dispositivi elettronici. I tecnodroidi tenteranno di cambiare il passato con l’intento di diventare la specie dominante nel pianeta Terra, ma Nathan, con l’aiuto del fedelissimo Sigmund e di esseri umani evoluti chiamati super sapiens, saprà dargli del filo da torcere. Riuscirà anche questa volta ad avere la meglio e salvare il mondo? Non resta che leggere…

Resto sempre strabiliato dalle visionarie tavole di De Angelis che mostra un futuro dominato da ambienti tecnologici con particolari infinitesimali. Chissà quanto c’è voluto per disegnare ogni singola tavola…

Insomma, un testo consigliato. Leggetelo! :D

Ieri sera sono andato a teatro, a Grisignano di Zocco. La compagnia teatrale “La trappola” metteva in scena “Una tonnellata di soldi”, commedia brillante in tre atti di Evans & Valentine, un’opera degli anni ’30 che La Trappola ha rivisto e modernizzato. Ma parliamo un po’ di questo bizzarro spettacolo.

una tonnellata di soldi

una scena tratta dallo spettacolo

Umorismo inglese condito con un’atmosfera da fumetto. Questi i due elementi principali che caratterizzano lo spettacolo diretto da Alberto Bozzo.

Bravissimi i due attori protagonisti che si sono esibiti in canzoni e balli di non facile esecuzione. Come si legge sul sito della compagnia: Una tonnellata di soldi”, scritto nel 1930, è in realtà un corposo testo teatrale che richiede un cast di attori esperti e fantasiosi. E la fantasia certo non manca al regista, in grado di trasformare una commedia con una trama che definirei classica in qualcosa di nuovo, diverso e fuori dal tempo. Una scenografia e dei costumi che veicolavano un’idea di estemporaneità, qualcosa di improvvisato, di preparato all’ultimo momento, eppure così efficacie per come si sposava con il racconto e con il colore dei personaggi.

Nel complesso, ribadisco, la recitazione è stata ottima. Ogni attore ha saputo colorare (letteralmente) ogni personaggio al meglio tirando fuori la sua essenza direi… cartoonesca!

Vi invito ad andare a vedere questa divertente commedia musicale se volete passare una bella serata all’insegna del divertimento e dell’allegria. Per informazioni cliccate qui.