…the thousand faces of time

Con gli auguri di una serena Pasqua, sono fiero di annunciare l’uscita ufficiale del mio libro per bambini: “Piano piano, porta a porta” in versione cartacea!!! Si tratta di una fiaba per bambini dai 6 in su illustrata da Valeria (Max) Rambaldi.

Per acquistarlo potete rivolgervi a me (enrico.matteazzi@alice.it) oppure alle librerie. Costo: € 4,90.

piano piano porta a porta

copertina del libro Piano piano, porta a porta

Vi ricordo comunque che potete scaricare la copia digitale al costo di € 0,99 sul sito www.leolibri.it. E l’anteprima è gratis!

 

BUONA PASQUA

A TUTTI!!!

 

Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione del Gruppo di Ricerca sulle Biblioteche Scolastiche (GRiBS) a Padova. Ospite d’onore: lo scrittore-illustratore Agostino Traini. Il vostro fedelissimo ha partecipato all’incontro e ha preso un po’ di appunti che ora vuole condividere.

Agostino Traini pubblica per la prima volta nel 1993 con una casa editrice tedesca. Il suo primo libro si chiama Molliter, poi tradotto in italiano con La banda di Popo e pubblicato da Salani.

L’autore si inscrive in una generazione che, a suo dire, si trova a cavallo tra il tradizionale e il digitale.

mucca moka

Il personaggio Mucca Moka

Lui afferma di preferire le tecniche tradizionali: usa  i colori e i pennelli, per intenderci. E poi secondo Traini le tavole disegnate a mano sono più belle, le puoi rimirare meglio e danno più soddisfazione. Inoltre il digitale rischia di diventare una schiavitù: oggi utilizzi un software che tra cinque anni, chissà, non sarà più in voga; ti devi aggiornare continuamente.

Tra i suoi personaggi, il più famoso è la Mucca Moka, che fa uscire dalle sue mammelle latte e caffè (ecco il perché del nome). Uscì inizialmente con Salani. Le illustrazioni avevano un carattere auto-biografico con elementi che rimandavano a scenari che l’autore aveva visto e vissuto di persona.

super paper

Super paper, una delle copertine di Agostino Traini

Con il soprannome di Agomas, sigla che sta per Agostino più Massimo, si dedica a Super Paper (nome che gioca sul doppio senso di “paper” che in inglese significa “carta” e “paper” come “papera”). Sotto questo pseudonimo Agostino disegna dei cartonati pop-up. “Il cartotecnico”, ci racconta Agostino, “ha sempre avuto un’importanza marginale per gli editori italiani, ma io non sono di questo parere, anzi”. Il cartotecnico è un mestiere difficile, bello e complesso.

“Qual è il senso del pop-up?”, gli chiediamo. “Dipende”, risponde, “ma in ogni caso il pop-up deve avere un senso, altrimenti è meglio non farlo”. Agostino prende come esempio la fiaba di Hansel e Gretel illustrata da V. Kubasta: la storia in questo caso va letta in orizzontale e le immagini sono disegnate piatte, solo poi diventeranno tridimensionali. Questo è un classico esempio di pop-up sensato.

Traini non si limita a pubblicare favole. Per Editoriale Scienza, infatti, illustra dei bellissimi libri come Tra i monti ed Esperimenti e si cimenta lui stesso come cartotecnico (ci mostra alcune tavole di Mucca Moka che riportano linee di taglio e piega).

Un altro libro degno di nota è Il berretto rosso, pubblicato da Il Castoro nel 2009, in cui assistiamo al ribaltamento della fiaba di Cappuccetto Rosso: il protagosta diventa il lupo che vuole a tutti i costi il bellissimo berretto rosso della bambina Gelsomina per conquistare la principessa lupacchiotta. Molto divertente!

 

 

Alicia Baladan è illustratrice e (si definisce) improvvisata scrittrice. Di origini uruguayane, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Alicia da alcuni anni si è concentrata sull’illustrazione. L’ho incontrata con immenso piacere venerdì 14 marzo a Padova, in occasione della mostra al museo diocesano “i colori del sacro” quest’anno dedicata al viaggio. Molte le domande poste all’illustratrice. Di seguito le riporto a mo’ di intervista.

cielo bambino

Un’illustrazione tratta da “Cielo bambino”, ed. Topipittori

Alicia, secondo te nasce prima l’immagine o il testo? E’ necessario che autore e illustratore si conoscano?

Sì, è possibile che si conoscano, ma io preferisco non sapere nulla dell’autore per non subire contaminazioni; solo dopo, a giochi fatti, conosco lo scrittore. In ogni caso, è l’editore che decide l’abbinamento scrittore-illustratore perché si fa un’idea propria del libro. In genere poi mi propone il testo, mi chiede se mi piace, io lo leggo e decido se ci voglio lavorare.

Chi sono i tuoi lettori?

E’ importante il ruolo del genitore come mediatore: l’adulto deve aiutare il bambino a comprendere quel che legge. Da questo punto di vista è importante osservare (prendiamo ad esempio il libro Casa del tempo con le illustrazioni di Roberto Innocenti). La scrittura per l’infanzia non è banale: il bambino decide se leggere oppure no e a volte capita che in case dove manca l’abitudine ai libri, il bambino si innamori da solo della lettura. In ogni caso secondo me bisogna fare esperienza dei libri, bisogna romperli i libri!

Secondo te il testo dovrebbe seguire le immagini (e viceversa)?

Per me il testo didascalico (che spiega le immagini, n.d.r.) non va bene. Dico sì alla libera interpretazione delle parole da parte dell’illustratore: si deve divergere dal testo per poi incontrarlo. Personalmente non amo avere paletti, non mi fanno stare bene.

Come funziona il processo creativo?

Il testo mi deve rapire. E’ importante trovare il ritmo giusto, la chiave di lettura. Per esempio nel libro Cielo bambino le immagini seguono il testo in un movimento circolare. Quanto al processo in sé e per sé, io di solito faccio una tavola definitiva, le altre vengono di conseguenza. In ogni caso è importante  trovare la passione.

Ecco, la passione: meglio sentirla o cercarla?

Cercarla è possibile, ma alla base devono esserci comunque curiosità e audacia: bisogna creare le condizioni perché qualcosa accada! Poi sono fondamentali i ruoli della famiglia e degli insegnanti.

Tutta colpa di Freud

Ieri sera ho guardato un film che mi sento di consigliare. Il suo titolo era “Tutta colpa di Freud”, ma non lasciatevi ingannare. Nel film il grande psicanalista viene appena accennato e non si parla del complesso di Edipo o cose del genere, ma di ben altre problematiche: identità sessuale confusa, storie d’amore difficili, amanti impossibili e rapporti di coppia in crisi. E se poi il tutto si intreccia con il caso, ecco una commedia calda  dal sapore dolce e delicato.

Una scena del film

Il film, diretto da Paolo Genovese, racconta la storia di tre sorelle, figlie di un padre psicanalista che per anni si è trovato a dover affrontare una situazione difficile: senza moglie, con tre figlie da mantenere, di cui una con identità sessuale confusa, cerca per tutto il film di mantenere la calma e una proverbiale compostezza. Vorrebbe essere il papà perfetto, ma ahimè bisogna accettare la dura realtà: la perfezione non esiste, e forse è meglio così.

Davvero un film da Oscar, uno di quelli da acquistare in dvd e rivedere sul divano di casa, con calma e attenzione e con qualche amico.

What dreams may come

al di là dei sogni

copertina di Al di là dei sogni

“A volte quando si perde si vince” si diceva alla fine del film Al di là dei sogni, in inglese What dreams may come, con il mitico Robin Williams. Mai smettere di lottare; mai fermarsi… continuare, perseverare, non darsi per vinti, anche quando tutto il mondo ci crolla addosso, oppure siamo noi ad implodere in noi stessi.

Quando sembra la fine di tutto, è lì che incomincia una nuova vita. Bisogna attraversare l’inferno per raggiungere il paradiso. Seguire il proprio istinto. Aprire le ali e volare via lontano come solo noi sappiamo fare. E’ questo quello che conta davvero. Non importa quel che dice la gente. Non importa quanto tempo ci metteremo per capire quanto meravigliosi e straordinari siamo. L’importante è capirlo.

Io sono ancora in viaggio. Molte cose le ho capite; molte altre ancora no. Anzi, spesso mi sento un completo ignorante, e un po’ mi demoralizzo, ma so che ce la posso fare; continuo a camminare sperando di arrivare da qualche parte. Un giorno vorrei potermi voltare indietro e dire: “Ma quanto scemo sono stato?”.

cercarsi dentro

cercarsi dentro – S. Maclaine

Arriva per tutti un momento in cui la vita si blocca e la si deve prendere in mano da soli; dicono che quel momento arriva una volta e se non cogli l’occasione lo rimpiangerai per sempre… Ecco, secondo me Shirley Maclaine ci accompagna in un viaggio che passa attraverso la vera (almeno secondo me) definizione di New Age; un trip che attraversa le paure che hanno tutti quelli che intraprendono l’esperienza solitaria di un passaggio.

Leggete questo libro per aiutarvi durante il VOSTRO viaggio interiore. Sì perché ognuno di noi intraprende un percorso diverso fatto di alti e di bassi; fatto di curve in cui si rallenta e tratti rettilinei in cui si corre veloci. L’importante è capire quando si sbaglia, che cosa si sbaglia e come fare per ripartire. L’importante è imparare a conoscersi, così da entrare in armonia con l’universo.

Quando siamo allineati con l’energia cosmica, o con la luce divina, o con l’energia cosmica… o con qualunque altra immagine voi abbiate di quella forza che pervade ogni cosa e che vi fa sentire vivi, allora potrete essere davvero voi stessi. E’ difficile, molto difficile, soprattutto per chi nei momenti duri preferirebbe lasciarsi cadere senza reagire.

Ma vita è energia ed l’energia è vita.

Buon 2014 a tutti,

Enrico

Una storia… di piombo

La storia di Mara

ed. Lavieri

genere: fumetto

La storia di Mara

clicca per vedere la scheda

I difficili anni ’70 visti con gli occhi di Mara Nanni, ex militante delle BR, che ci racconta la triste storia dei suoi tempi.

Davvero un’opera d’arte, questa di Cossi, che riesce a raccontare per immagini una storia terribile, tragica ma anche ironica.

Cossi veicola con tavole all’italiana emozioni all’italiana. E così abbiamo immagini a contorno nettio, in stile “manga”, che raccontano bene l’ingenuità della protagonista, accanto a tavole in acquerello che mostrano la paura e la sofferenza che negli anni di piombo toccarono punte estreme.

Un bel lavoro. Lo consiglio per coloro che come me vogliono capire il passato per costruire il futuro.

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